Unico tra i Paesi del sud-est asiatico privo di uno sbocco sul mare, il Laos non può fare leva su palmizi e arenili tropicali per ottenere un posto d’onore nel panorama del turismo globale. Ha però dalla sua parte pregevoli siti storici testimoni del susseguirsi di grandi imperi e del fiorire di antiche civiltà, come quando nel Duecento il Paese si chiamava Lan Xang, il regno di “un milione di elefanti”. Può poi contare sulla sfolgorante bellezza tuttora in gran parte incontaminata dei suoi fastigi montani.
Il gioiello assoluto è Luang Prabang, con il suo mix di architettura coloniale e laotiana, adagiata su un nastro di terra strategicamente collocato alla confluenza tra i fiumi Mekong e Nam Khan. E non è certo l’unica. Esploriamo le principali città del Laos, un Paese affascinante, che ha conservato la propria essenza senza contaminarla. Che si sta aprendo con fiducia al turismo internazionale. E che si attraversa a bordo di chiatte che lentamente scivolano lungo l’immenso Mekong. Tra acque limacciose, rapide, piroghe ancorate agli arenili e anse chiuse da verdi risaie, sarà un’esperienza memorabile.

Città del Laos e villaggi da visitare nel 2026
Seguiamo l’esempio di Tiziano Terzani in Un indovino mi disse. Attraversiamo il Laos via terra e via fiume alla scoperta delle sue città, tra bonzi che meditano in templi monumentali e tramonti infuocati che tingono di amaranto le acque del Mekong.
1. Vientiane, la capitale del Laos
Al centro di una vasta pianura coltivata a riso sorge Vientiane, la capitale del Laos dal 1563. Gli ariosi boulevard che si aprono a raggiera da Patuxai, l’arc de triomphe laotiano, ne raccontano il passato coloniale, quando sul finire dell’Ottocento era il quartier generale francese.
Decisamente meno caotica rispetto ad altre metropoli del sud-est asiatico, Vientiane sorge in una grande ansa curvilinea del Mekong a forma di mezzaluna al confine con la Thailandia. Propriamente detta Wieng Chan, letteralmente città del sandalo, Vientiane rappresenta spesso il primo contatto con il Paese prima di proseguire verso nord o sud.

Da non perdere a Vientiane:
- Pha That Luang, stupa dorato divenuto simbolo nazionale del Laos;
- Buddha Park con i suoi eccentrici manufatti scultorei;
- antico tempio di Wat Si Saket, con oltre 2000 rappresentazioni di Buddha in argento e ceramica.
Una vasta collezione di immagini di Buddha è altresì custodita presso il museo nazionale di arte religiosa, Haw Pha Kaew.
2. Vang Vieng, tra natura e avventura
In un paio d’ore in minivan dalla capitale del Laos procedendo verso nord si raggiunge Vang Vieng, rannicchiata sulle sponde del fiume Nam Song. L’allure qui è più giubilante e lussuosa rispetto a Vientiane, con eleganti viali fiancheggiati da hotel di charme, boutique e ristoranti che servono le migliori specialità della cucina laotiana, thai e cinese.

Vang Vieng è il punto di partenza di esilaranti discese in kayak sul Nam Song, esplorazioni speleologiche e battute di trekking tra alte pareti calcaree e verdi colline foderate di fitte foreste pluviali, interrotte qua e là da villaggi con capanne di legno, rattan e bambù.
3. Luang Prabang, il cuore spirituale
Luang Prabang, la trasognata ex capitale del Laos, si allunga languidamente sulla penisola compresa tra il Nam Khan e la “Madre delle Acque”, il fiume Mekong. Culla della tradizione buddista, vent’anni fa era considerata la nuova Katmandu.
Dichiarata patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco nel 1995, questa eterea città del Laos sul Mekong passò nel corso dei secoli dal regno di Nanzhao all’impero khmer e infine a quello mongolo.
Lungo le vie principali si susseguono templi risalenti a tutte le epoche storiche e villini in stile coloniale francese ricamati con legno di sandalo. L’atmosfera dell’Indocina coloniale aleggia ancora in ogni angolo di quella che nel Trecento era conosciuta come la Città d’oro.

La maggior parte dei templi è concentrata all’estremità della penisola, verso la confluenza dei due corsi d’acqua. È d’obbligo una visita a Wat Xieng Thong, il più scenografico, con grandi portali d’oro decorati in bassorilievo, pareti di mosaico in vetro e portici ornati con motivi floreali.
Dalla sommità del colle di Phousi ammira nel suo complesso questa tranquilla città dal fascino fuori dal tempo, dove è custodito il Phra Bang, un’effigie del Buddha in oro. Alzati presto per assistere alle centinaia di monaci che, scalzi e avvolti nelle loro tuniche color senape, sfilano ogni mattina all’alba tra i templi per raccogliere il riso glutinoso offerto dai fedeli.
E a fine giornata ammira il tramonto da una delle locande sul lungofiume gustando un’insalata tropicale di papaya speziata sulle note vivaci del pop laotiano. Da assaggiare anche il larb, un piatto a base di carne o pesce, coriandolo, lime e ortaggi.
4. Nong Khiaw
Un ottimo punto di appoggio per escursioni e pagaiate in kayak sul fiume Nam Ou è la cittadina di Nong Khiaw, circondata da massicci picchi calcarei. Nei dintorni risiedono numerose comunità di etnie Khmu e H’Mong, che vivono ancora secondo tradizione, ognuna con la propria lingua e credo religioso. Il modo migliore per conoscere il loro stile di vita è prendere parte a una battuta di trekking insieme a una guida locale.

5. Pak Beng
Raccolta intorno a un’unica tortuosa via, la cittadina di Pak Beng è abbarbicata con sontuosa teatralità sui ripidi pendii che dominano il Mekong. Quando nella stagione secca le acque del fiume si abbassano, le sponde rivelano un ipnotico mosaico di rocce frastagliate.

Questa placida cittadina si raggiunge via terra arrivando dalla Thailandia o seguendo lo scorrere lento del Mekong da o per Luang Prabang. Scivolando placidamente sulle sue acque limacciose si fendono scenari primordiali in un rincorrersi di templi antichi, affreschi di vita rurale e coltivazioni di arachidi, ortaggi e alberi di tek. Un viaggio nel tempo oltre che nello spazio.
6. Luang Namtha
All’estremità settentrionale del Laos, avvicinandosi al confine con la Cina si arriva a Luang Namtha, un pittoresco centro dalla planimetria a griglia che comprende un insieme di piccole contrade. Annientata dai bombardamenti durante la guerra d’Indocina, Luang Namtha si sta reinventando come un’enclave per i viaggiatori, con servizi di qualità apprezzabile e un buon numero di strutture ricettive.
7. Phonsavan e la Piana delle Giare
Phonsavan, circondata da alture ammantate di pinete, è utilizzata perlopiù come base per esplorare la Piana delle Giare, un sito Unesco costellato da enormi urne in pietra scavate nell’arenaria migliaia di anni fa. Di questa moltitudine di gigantesche giare di un metro di diametro per tre metri d’altezza e due tonnellate di stazza tuttora non si conoscono con certezza né l’origine né la funzione.
Importante centro della lingua e della cultura phuan, Phonsavan è abitata da una nutrita comunità vietnamita. Questa zona porta anche i segni della guerra civile laotiana, comunemente detta Secret War, combattuta tra il 1953 e il 1975. Il Mag Museum di Phonsavan offre una documentazione toccante e necessaria su questo importante capitolo della storia contemporanea.
Si segnala che, allo stato attuale, la strada da Luang Prabang versa in condizioni critiche e per raggiungere Phonsavan ci possono volere oltre 10 ore.Prima di aggiungere questa tappa all’itinerario, contattaci per verificare le condizioni aggiornate del percorso. Se gli spostamenti via terra risultano troppo impegnativi, può essere opportuno considerare alternative più agevoli.
8. Thakhek
Thakhek costituisce il punto di partenza ideale per percorrere il cosiddetto Loop, un itinerario ad anello che si snoda tra paesaggi carsici, grotte e villaggi rurali. Può anche essere scelta come base per un’escursione a Tham Kong Lo. E merita di per sé una visita il fascinoso centro storico dall’atmosfera sospesa nel tempo.
9. Pakse e il sud
Animata città-mercato alla confluenza dei fiumi Don e Mekong, Pakse è la porta d’accesso al Laos sud-occidentale. Qui i fertili terreni vulcanici dell’Altopiano dei Bolaven (Plateau des Bolovens) alimentano una fiorente industria del caffè.

Il suo reticolo di viuzze rivela sereni templi buddisti, antichi palazzi coloniali e mercati palpitanti di voci e colori, dove aggirarsi senza fretta tra bancarelle che smerciano artigianato tradizionale laotiano, whisky di produzione locale, ceste di rospi e gingilli realizzati con frammenti di bombe sganciate durante il conflitto del Vietnam. Da gustare anche spericolati virtuosismi culinari e una Beerlao, la classica bionda laotiana, assaporando l’atmosfera rilassata del posto.
10. Champasak e tempio khmer di Vat Phou
Un posto di rilievo in questa guida sulle città del Laos lo merita anche Champasak, sonnolento borgo dal fascino indocinese, con un’unica strada che costeggia il Mekong, fiancheggiata da palazzi coloniali francesi e modeste abitazioni tradizionali laotiane in legno. Non stupirti alla vista di curiose combriccole di giovenche e bufali d’acqua che incedono indisturbati lungo gli stretti vicoli.
A una manciata di chilometri da Champasak si trova l’imponente complesso templare di Vat Phou, una meraviglia archeologica khmer che irradia una tranquillità trascendentale. Un percorso di circa un chilometro lungo le pendici orientali del monte Kao conduce a un’ampia spianata con due edifici in pietra con architravi istoriati che raffigurano scene del Mahabharata, epopea epica indiana.
Con le sue iscrizioni in sanscrito e le conche punteggiate di fiori di loto, Vat Phou assomiglia ad Angkor Wat in Cambogia, eccetto che per le folle. Mentre quest’ultimo attira sei milioni di turisti all’anno, Vat Phou, dichiarato patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco nel 2001, ne accoglie di rado.

Come posso spostarmi tra le città principali del Laos?
Il Laos è l’unico dei tre Paesi che costituivano l’Indocina francese a non avere uno sbocco sul mare. Ma la maestosità del fiume Mekong sopperisce egregiamente a tale mancanza.
I viaggiatori più intrepidi potranno navigare sulle acque chete del «fiume più bello e selvaggio» del mondo, come lo descrisse Marguerite Duras in L’amante. Sì, fianco a fianco con la gente del posto ci si accovaccia sulle assi di legno tra i sacchi di riso delle chiatte che quotidianamente fanno la spola tra Luang Prabang e Huay Xai, sul confine tailandese. Soluzioni più rapide sono le imbarcazioni da crociera fluviali e le speedboat che rimbalzano con fragore sul fiume.
In alternativa per spostarsi tra le città del Laos si possono valutare autobus e minivan, economici e tutto sommato abbastanza frequenti sulle rotte principali. La rete stradale, tuttavia, non è ancora delle migliori, specialmente al nord. Per coprire grandi distanze conviene optare per i voli interni. Volendo c’è anche il treno. Una nuova linea ferroviaria ad alta velocità collega Vientiane e la città cinese di Kunming, capoluogo della provincia dello Yunnan.
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Le città del Laos sono sicure?
Il Laos è considerato uno dei Paesi più quieti e sicuri del sud-est asiatico, purché vengano prese le normali precauzioni suggerite dal buonsenso. I turisti sono ben accetti, ma è sempre opportuno prestare attenzione nei luoghi affollati ed evitare di lasciare oggetti di valore incustoditi.
Unico elemento di attenzione sono le aree rurali, specialmente nelle regioni settentrionali e nell’area di Phonsavan, che presentano ancora rischi legati agli ordigni inesplosi della guerra del Vietnam. Non allontanarti dai percorsi segnalati e affidati sempre a guide locali esperte.
Qual è il periodo migliore per visitare le città del Laos?
La stagione secca e fresca, da novembre a febbraio, è il periodo migliore per dedicarsi alla visita delle città del Laos. Il clima è gradevole, con temperature miti, precipitazioni scarse e giornate perlopiù soleggiate, ideali per viaggi nell’arte, nella cultura e nella storia del Paese.
Se alle visite culturali prevedi di associare escursioni naturalistiche, attività outdoor e crociere a ritmo lento sul Mekong, allora la stagione delle piogge offre il massimo in termini di rigoglio e splendore paesaggistico. Bisogna mettere in conto tassi di umidità più elevati e qualche acquazzone. Si è ripagati da prezzi più contenuti rispetto alla stagione secca e da un’affluenza turistica ancora minore del consueto. Le piogge possono complicare gli spostamenti via terra ma, come abbiamo visto, spesso i trasporti fluviali sono comunque da preferire.
Leggi anche: Quando andare in Laos per trarre il massimo dall’esperienza di viaggio
Quanti giorni servono per visitare il Laos?
Per un assaggio delle principali città del Laos possono bastare 7-10 giorni. Per un primo viaggio in Laos, l’ideale è dedicare almeno 10-14 giorni alla visita di Vientiane, Vang Vieng e Luang Prabang e spingersi anche nel sud del Paese. Per un viaggio completo, che comprenda anche la Piana delle Giare, servono 14-21 giorni. Con In Asia Travel puoi personalizzare l’itinerario in base ai tuoi ritmi e alle tue preferenze.


