Alture verdeggianti, campi di riso terrazzati e un crogiolo di etnie locali che vivono ancora secondo tradizione. È Sapa, in Vietnam, una cittadina di montagna nell’estremo nord-ovest del Paese, al confine con la Cina. A farle da cornice sono luoghi ancora pressoché estranei al turismo di massa, in cui ammirare il lento scorrere del giorno tra lavoro nei campi arati ancora a mano, valli fluviali e paesaggi bucolici.

Pesantemente danneggiata dagli accesi scontri tra Cina e Vietnam del 1979, Sapa si è rapidamente rimessa in sesto. Oggi rappresenta la base ideale per escursioni ad alta quota tra cascate e villaggi delle popolazioni H’Mong, Zday e Red Dao.
Perché visitare Sapa?
Spingersi oltre Hanoi e la baia di Halong fino all’estremità nordoccidentale del Paese e visitare le valli di Sapa nella provincia di Lao Cai offre il privilegio di:
- Scoprire i ritmi del mondo agricolo vietnamita, lontano dalle eleganti, caotiche metropoli e dai resort sulle spiagge tropicali.
- Esplorare insieme a una guida locale le terrazze coltivate a riso nella valle di Muong Hoa, dichiarate patrimonio nazionale e riconosciute a livello globale per la loro disarmante bellezza. Indispensabili le ghette ai piedi.
- Indagare la complessità culturale, storica e geografica delle tante minoranze etniche dei popoli H’Mong, Zday, Red Dao, Tay, Nung, Muong, Thai e Xa Pho che vivono in questa parte del Paese, ognuna con la propria lingua e credo religioso.
E ancora, gustare la prelibata cucina locale, assaggiare il liquore di riso e sorseggiare con cannuccia rigorosamente in bambù il dolce vino ottenuto dal candido, pregiato cereale. Un’esperienza memorabile.

Cosa fare e cosa vedere a Sapa in Vietnam?
Conosciamo da vicino l’altro Vietnam, quello che si incrocia a nord-ovest di Hanoi, con le sue risaie, tradizioni e alcune delle vette più alte dell’Indocina.
1. Salire sul monte Fansipan, il tetto dell’Indocina
Percorrendo stradine intricate che arrancano per una ventina di chilometri verso l’alto tra campi di riso terrazzati e manipoli di anatre, pollastri e bufali d’acqua si raggiunge il monte Fansipan, la vetta più alta del Vietnam, con i suoi 3143 metri.
Appartiene alle Alpi Tonkinesi, che si ergono maestosamente verso il cielo lungo gli aspri confini con la Cina. Dalle creste sinuose, i terrazzamenti di risaie scendono fino alle valli fluviali che ospitano le minoranze etniche dei Red Dao, H’Mong e Zday, popoli molto dignitosi e riservati.
Qui, con buone gambe, un po’ di allenamento e scarponcini impermeabili, si possono intraprendere lunghe, sontuose battute di trekking.

2. Trekking tra le risaie terrazzate della valle di Muong Hoa
Sembrano dipinti post-impressionisti. E invece si tratta delle risaie di Sapa, che si estendono per oltre 2200 ettari nella provincia di Lao Cai. A regalare uno dei più spettacolari paesaggi del Vietnam sono proprio gli scenografici reticolati creati dalle mani dell’uomo per la coltivazione del riso, che ancora oggi avviene con procedimenti tramandati dalle popolazioni locali come riti affascinanti. I coltivatori plasmano ogni terrazzamento come una tela su cui dipingere posizionando le sementi con estrema meticolosità.
I campi terrazzati della valle di Muong Hoa, nello specifico, compongono un paesaggio di apoteotica bellezza. Dal verde abbagliante all’oro autunnale, gli antichissimi, spettacolari terrazzamenti sui monti cambiano camaleonticamente colore a seconda delle stagioni e della luce della giornata. Sembra di camminare sul dorso di un drago dormiente, le cui squame assumono tonalità diverse con l’alternarsi delle stagioni. L’effetto è talmente suggestivo e surreale da andare oltre quanto concepibile dalla mente umana.

3. Cat Cat, Ta Van e villaggi etnici
Nelle aree montuose del nord-ovest del Vietnam trova dimora un affascinante mosaico di popoli che, in barba alle pressioni del governo di Hanoi, ha mantenuto vive le proprie tradizioni, usanze e abitudini nel corso del tempo.
Delle tante minoranze etniche che costellano queste valli e alture, ognuna parla la propria lingua, indossa abiti tradizionali e vive in abitazioni tipiche in legno e bambù, le cui porte vengono sovente aperte con zelo ai visitatori. A contraddistinguere Red Dao, H’Mong, Zday e Nung è, difatti, una propensione all’ospitalità e alla convivialità che scalda il cuore.
Seguendo suggestivi percorsi escursionistici si raggiungono borghi popolati da diverse etnie e relativi sottogruppi. A Ta Van vive il gruppo Zday, noto per le vesti color indaco e le casacche rigorosamente abbottonate sul lato destro. A Giang Ta Chai trovano dimora i Red Dao. A Lao Chai, Cat Cat e Y Linh Ho risiede la tribù Black H’Mong.

4. I mercati colorati delle minoranze etniche
Un’esplosione di colori, suoni e aromi, i mercati senza grandi pretese turistiche che costellano i verdeggianti altopiani del nord-ovest del Vietnam sono una tappa imperdibile per chi visita Sapa. Rappresentano il naturale punto d’incontro per genti di varie etnie rurali e montane che, tra polli, anatre, bufali e mucchi di ortaggi e frutta esotica, concludono affari sorseggiando liquore di riso fatto in casa.
C’è veramente l’imbarazzo della scelta. I più grandi e vivaci sono il mercato di Can Cau, che si tiene ogni Sabato, e il mercato domenicale a Bac Ha. Perlustra senza fretta la miriade di bancarelle che, oltre a succo d’ananas, tè allo zenzero, stoffe, incenso alla cannella e manufatti di vario genere, servono gustose specialità della cucina H’mong, come lo stufato di cavallo.

5. Il passo di Tram Ton, la porta del paradiso
Trova spazio in questo vademecum su cosa vedere a Sapa in Vietnamanche il passo di Tram Ton, paesaggisticamente affascinante, poco battuto e molto ricco dal punto di vista culturale. In questa zona vivono le minoranze etniche del popolo Lü, la cui più vistosa peculiarità è l’annerimento delle arcate dentarie ottenuto applicando sui denti il residuo nero lasciato dal fuoco sul fondo delle tazze.
Percorrendo il passo si ammira la catena montuosa Hoang Lien Son in tutta la sua aspra maestosità. Si segnala che, mentre Sapa resta fresca anche in estate, sul versante di Lai Chau il caldo tende a farsi sentire.
6. La città di Sapa e il Culture Museum
Sapa, a un’altitudine di 1600 metri, nacque come stazione montana nei primi del Novecento. Presto divenne meta prediletta dei coloni francesi che vi salivano in portantina dalla stazione di Lao Chai per sfuggire alla canicola delle pianure. Dell’epoca coloniale resta l’esimia testimonianza di una chiesa in pietra. Oggi la città di Sapa è un crocevia di boutique, centri benessere e ristoranti che servono virtuosismi culinari vietnamiti.
Da aggiungere al programma di cosa fare a Sapa c’è senz’altro la visita del Culture Museum che, attraverso immagini, manufatti e abiti tradizionali, racconta la cultura delle etnie montane H’Mong, Zday e Red Dao, per citarne alcune.
7. Silver Waterfall
Una dozzina di chilometri a nord-ovest rispetto a Sapa si trova la Silver Waterfall, propriamente detta Thac Bac, ai piedi del passo di O Quy Ho a 1800 metri di altitudine. Si tratta della sorgente del fiume Muong Hoa, un corso d’acqua fondamentale per le minoranze etniche residenti nell’area.
La cascata sgorga da una ripida gola, con l’acqua che si lancia per 100 metri nella sottostante conca rocciosa generando dense nubi di acqua nebulizzata dai riflessi scintillanti, spesso paragonati a petali d’argento illuminati dal sole. Da qui il nome.
8. Love Waterfall
Un posto d’onore in questa guida su cosa fare a Sapa lo merita anche la cosiddetta Love Waterfall, punto di partenza per la scalata al monte Fansipan. Il romantico epiteto deriva da un’antica leggenda che vede protagonisti fate celesti e giovani flautisti.
Sorprendentemente limpida, l’acqua del Golden Stream ai piedi della cascata lascia intravedere il fondale roccioso dalla calda tonalità ambrata. L’impetuoso salto d’acqua circondato da lussureggiante vegetazione crea uno scenario di grande suggestione.
Cibi tradizionali da provare a Sapa
Si dice che la cucina vietnamita sia la migliore di tutto il sud-est asiatico. Presso le comunità montane locali si possono invero apprezzare squisitezze ingegnosamente realizzate con prodotti freschi acquistati presso i mercati locali, seguendo i dettami della tradizione.

Nella loro semplicità, le più eccellenti prelibatezze da gustare a Sapa sono:
- Thang Co, piatto distintivo dell’etnia H’Mong, tradizionalmente preparato con carne di cavallo, ossa e frattaglie stufate a lungo con cardamomo, zenzero, citronella e un gran numero di altre erbe e spezie. Da abbinare al vino ruou ngo ottenuto dalla fermentazione del mais.
- Banh Chung Nang, squisita torta di riso dalla forma squadrata, pressata in padella con carne di maiale, foglie di bambù e fagioli mung.
- Maiale Cap Nach alla griglia, marinato con erbe che ne esaltano l’aroma. Da abbinare a vino di riso e contorni di verdure montane.
- Black H’Mong Chicken, un polletto di razza autoctona dalla pelle bruna, ossa scure e carne soda e compatta. Straordinariamente ricco di proteine e povero di grassi, viene grigliato o lessato con erbe aromatiche e servito in un intingolo a base di lime, sale e pepe mac khen.
- Straccetti di bufalo affumicati e marinati con peperoncino, specialità del gruppo etnico dei Black Thai.
Una menzione la merita anche il salmone vietnamita, dalla carne decisamente più soda rispetto al corrispettivo norvegese, allevato nei gelidi corsi d’acqua che fendono le verdeggianti alture nei dintorni di Sapa. Si gusta in hotpot con germogli di bambù e verdure fresche o come sashimi con salsa di senape, leggermente grigliato per esaltarne la naturale dolcezza.
Qual è il periodo migliore per andare a Sapa?
Il territorio di Sapa, tra i 1500 e i 1800 metri sul livello del mare, presenta un clima temperato, con massime che raramente superano i 18 °C. Belli da visitare tutto l’anno, Sapa e i suoi campi di riso terrazzati cambiano volto con l’alternarsi delle stagioni, regalando di mese in mese spettacoli cromatici sempre nuovi.
Dal punto di vista prettamente climatico, marzo, aprile e maggio offrono le condizioni migliori per visitare Sapa in Vietnam, con temperature piacevolmente fresche, del tutto assimilabili alla nostra idea di primavera.
Da giugno ad agosto, mettendo in conto qualche breve rovescio a carattere temporalesco, si apprezza il massimo rigoglio della natura. I solchi geometrici si riempiono d’acqua, creando ipnotici specchi che riflettono il cielo e la terra. Il paesaggio si tinge delle più luminescenti tonalità di verde, arricchite da giochi di luce che talvolta rivelano le nuance dell’arcobaleno.

Nei mesi di settembre e ottobre la scenografica onda cangiante di riso si veste d’oro. Dopo il raccolto, invece, i campi terrazzati tornano bruni, per poi essere talvolta sporadicamente imbiancati da una leggera distesa di neve.
A queste altitudini in questa parte del Vietnam le giornate terse tendono a essere poche all’anno, ma la foschia contribuisce a creare un’atmosfera di grande suggestione.
Quanti giorni dedicare a Sapa?
Per gustare appieno la visita di Sapa e delle circostanti attrazioni naturalistiche e culturali occorrono come minimo 4-5 giorni, meglio una settimana.
Una tappa nelle valli di Sapa è compresa nel nostro Gran Tour Vietnam di 14 giorni con partenza da Hanoi, arrivo a Saigon e tappa anche a Ninh Binh, Halong Bay, Huè, Danang, Hoi An, Can Tho e Cai Rang.

Come arrivare a Sapa e come muoversi?
Da Hanoi la strada n.32 si snoda verso nord-ovest alla volta di Sapa. Ora a collegare la capitale all’estremità nordoccidentale del Vietnam c’è anche una comoda autostrada.
Una valida alternativa è il treno. Da quella che fu l’elegante capitale dell’Indocina francese parte l’esclusivo Victoria Express che conduce a Lao Chai, da cui in autobus si raggiunge Sapa in meno di un’ora.

Contatta In Asia Travel e raccontaci cosa ti piacerebbe fare a Sapa tra risaie terrazzate, cascate ed etnie montane sparse all’interno del Parco Nazionale di Hoang Lien. Stileremo insieme un programma di viaggio ad hoc in linea con le tue esigenze e preferenze. Sia detto per inciso, sarà un’esperienza memorabile.

