Uzbekistan: cosa vedere e luoghi di interesse da visitare

Tra i Paesi dell’Asia centrale l’Uzbekistan è il più centrale di tutti gli “-stan” una posizione che oggi come un tempo, con la Nuova via della Seta, lo colloca al centro di una trafficata rete di commerci e infrastrutture. Alle antiche carovane di merci trasportate sul dorso dei cammelli si sono sostituite le moderne linee ferroviarie, mentre i mercati di Bukhara e Samarcanda continuano a sedurre il viaggiatore con le stesse atmosfere che hanno accolto Marco Polo circa otto secoli fa. Questo territorio, attraversato da fertili valli fluviali e pianure, deserti e montagne, vocato da millenni all’agricoltura e al commercio, ha fatto parte di imperi leggendari come quello persiano (VI secolo a. C.) e macedone per ritrovarsi nel Medioevo al centro (ancora una volta!) di una fitta rete di commerci tra Oriente e Occidente.

Viaggio Magico Uzbekistan
Le province più remote dell’Uzbekistan e le città più antiche dell’Asia Centrale

Viaggio Magico Uzbekistan, alla scoperta delle aree più remote del paese

La cannella e il pepe, i chiodi di garofano e la seta provenienti dall’estremo oriente attraversavano l’Uzbekistan per raggiungere via terra le coste del mar Nero e da qui, caricate a bordo di navi genovesi e veneziane, arrivavano fino alle maggiori città europee. È così che l’Uzbekistan è fiorito e città come Bukhara, Samarcanda e Khiva hanno acquisito un’aura leggendaria, frutto di ricchezze inimmaginabili e leggendarie promesse. È a Bukhara che nel X secolo d. C. nacque Avicenna, uno dei più celebri medici dell’antichità, mentre la Corasmia, a sud del lago d’Aral, ha dato i natali al padre dell’algebra moderna, il matematico al-Khwārizmī. Potremmo proseguire citando Al-Biruni, uno dei più celebri astronomi del suo tempo che 500 anni prima di Copernico stabilì la rotazione della terra attorno al sole, calcolando anche, con uno scarto di 20 Km, la distanza tra il nostro pianeta e la luna.

Samarcanda, la necropoli di Shah-i-Zinda
Samarcanda, la necropoli di Shah-i-Zinda – © Photo by Gabriele Stoia

È seguendo suggestioni di questo tipo che abbiamo realizzato un articolo sul cosa vedere in Uzbekistan, toccando le rovine di antiche fortezze, avvicinandoci con stupore al centro storico di Khiva e perdendo la pazienza tra i venditori di tappeti e merci nei mercati di Samarcanda. Un viaggio in Asia centrale per conoscere quanto di meglio l’Uzbekistan ha da offrire per il viaggiatore in cerca di itinerari insoliti e antiche suggestioni.


Viaggio in Uzbekistan: cosa vedere

Tashkent

Al vostro primo incontro con la capitale dell’Uzbekistan potreste restare sorpresi dal traffico irregolare e dalla quantità di gente in giro per le vie della città. Una prima impressione confermata dal ruolo di Tashkent, come principale snodo dei trasporti dell’Asia centrale. Ma questo antico centro urbano sviluppatosi attorno all’oasi di Ming-Uruk, oggi nel cuore della città,  riserva anche incontri inaspettati con contadini abbigliati in maniera tradizionale che trasportano prodotti ai vari bazar della capitale; estese aree verdi costruite in epoca sovietica e un labirintico intrico di case in fango nella parte più antica della città.

Tashkent, Uzbekistan: il complesso Khast Imam
Tashkent, il complesso Khast Imam

Tra i luoghi d’interesse per un tour in Uzbekistan, la capitale Tashkent merita una sosta di qualche giorno per apprezzarne appieno la Città Vecchia con il suo intrico di vicoli, il bazar Chorsu, il più celebre mercato contadino della capitale e alcune interessanti madrase tra cui quelle di Kulkedash e Barak Khan. La prima situata su di una collina che domina il mercato di Chorsu, la seconda con le sue inconfondibili cupole colorate è stata costruita nel XVI secolo. Difficile poi non notare la Torre della Televisione, dalla silhouette decisamente poco attraente, ma dalla cui sommità si gode un’eccezionale vista sulla città. Per una passeggiata lontano dal traffico consigliamo il Parco Novoi, il più grande di Tashkent, mentre per chi vuole farsi un’idea sulla storia e sui manufatti antichi dell’Uzbekistan fondamentale una visita al Museo Storico del Popolo e quellodi Belle Arti.

Tour Archeologico Uzbekistan
Itinerario che include siti storici tra i più importanti dell’Asia Centrale

Samarcanda, il museo Afrosyiab

Khiva

Dovevano destare una certa impressione le imponenti mura della Città Vecchia di Khiva, ai mercanti europei e asiatici lungo la via della Seta. Alte oltre dieci metri e realizzate in fango, come la maggior parte degli antichi edifici, seguono il perimetro rettangolare della città antica primo sito uzbeko a essere riconosciuto Patrimonio dell’Umanità. Lo stesso stupore provato oggi per chi ha la fortuna di varcare le porte dell’Itchan Kala (Città Vecchia) che hanno protetto la città antica fino al 1873 quando venne conquistata dall’esercito russo guidato dal generale Konstantin von Kaufman. Quella che oggi è considerata una delle più stupefacenti testimonianze archeologiche e storiche dell’Asia centrale fu un tempo un fiorente mercato degli schiavi e uno dei principali centri commerciali lungo la via della Seta.

Khiva, l’antica fortezza di Kunya Ark, uno dei più imponenti luoghi di interesse da vedere in Uzbekistan
Khiva, l’antica fortezza di Kunya Ark – © Photo by Gabriele Stoia

Potreste decidere di tralasciare il lago d’Aral o la valle di Fergana, ma nella nostra personale lista di cosa vedere in Uzbekistan la città antica di Khiva merita una sosta di almeno un paio di giorni. Gli appassionati di fotografia ne saranno entusiasti, i colori al tramonto delle mura di fango sono eccezionali, mentre la passione per l’arte e la storia è ampiamente soddisfatta da oltre 50 monumenti e più di 200 edifici storici[1]. Nell’Itchan Kala di Khiva l’antica fortezza di Kunya Ark domina la città dal XII secolo con la sua sala del trono, all’aperto, da cui i sovrani dispensavano giudizi. Il minareto incompiuto di Kalta Minor, con la sua forma tozza ci rammenta che anche i desideri dei sovrani devono tenere conto della morte, mentre il caravanserraglio di Allakuli Khan testimonia il ruolo centrale avuto da Khiva lungo le antiche rotte commerciali. Una città museo, è stata definita da molti, una città da visitare per un indimenticabile viaggio indietro nel tempo.

Bukhara

Da Khiva le carovane proseguivano nel loro viaggio verso oriente in direzione di Bukhara, altro importante snodo lungo la via della Seta e per molti secoli uno dei più famosi centri religiosi e culturali dell’Asia centrale. I fratelli Matteo e Niccolò Polo, padre il primo e zio il secondo, del più celebre Marco, vissero nella città di Bukhara per tre anni, prima di proseguire il loro viaggio fino alla corte del Gran Khan. L’importanza storica della città è testimoniata dal suo centro storico che oggi come un tempo conserva un’atmosfera intima e raccolta, con le sue splendide madrase, la fortezza di Ark (V secolo d. C.), il mausoleo di Ismail Samani, il più antico di tutta l’Asia centrale e altri innumerevoli luoghi d’interesse storico e architettonico.

Bukhara, Uzbekistan: la madrasa di Ulugbek
Bukhara, la madrasa di Ulugbek © Photo by Gabriele Stoia

Passeggiare per le vie di Bukhara è un’esperienza di viaggio difficilmente ripetibile in altre parti dell’Asia. L’antica capitale dello stato samanide conserva intatti gran parte dei suoi oltre 200 edifici storici consentendo al viaggiatore di farsi un’idea di com’era un tempo la vita in uno dei più importanti centri commerciali e politici lungo la via della Seta. La madrasa di Ulugbek con le sue piastrelle azzurre è la più antica dell’Asia centrale, mentre la fortezza di Ark, una vera e propria città nella città, è stata abitata ininterrottamente dal V secolo fino ai primi decenni del Novecento. Il celebre mausoleo di Ismail Samani ci rammenta l’abilità ingegneristica dei suoi costruttori, visto che dal X secolo non è mai stato restaurato. Nella lista di cosa vedere in Uzbekistan Bukhara è una tappa imperdibile, per cogliere l’autentica atmosfera degli antichi mercanti lungo la via della Seta.

Viaggio sulla Via della Seta
Tour classico in Uzbekistan sulle tracce della grande Via della Seta

Tour classico sulla via della seta

Samarcanda

La Registan (Città Vecchia) è il cuore storico di Samarcanda, una delle più antiche città dell’Asia centrale. La sua fondazione risale al V secolo a. C. conquistata da Alessandro Magno, distrutta da Gengis Khan, ricostruita da Tamerlano che ne fece una capitale ricca, un centro culturale tra i più conosciuti dell’Asia e uno dei principali mercati lungo la via della Seta. Nel Medioevo Samarcanda e le sue ricchezze attrassero mercanti e avventurieri consacrando fino a oggi l’aura leggendaria della città. Un luogo mitico che, nonostante le follie urbanistiche di professionisti fin troppo creativi, seduce e attrae come un tempo i viaggiatori che giungono fino ai tesori della Registan di Samarcanda.

Samarcanda, la madrasa di Ulugbek. Una delle tappe imperdibili tra i luoghi da vedere in Uzbekistan
Samarcanda, la madrasa di Ulugbek – © Photo by Gabriele Stoia

Quando l’esercito di Gengis Khan passò da queste parti depredò Samarcanda di tutte le sue ricchezze, rase al suolo gli edifici e uccise gran parte della popolazione. I tre imponenti edifici che compongono la Registan di Samarcanda, costruiti dopo il saccheggio mongolo, sono i più antichi oggi conservati nella città. La madrasa di Ulugbek (nipote di Tamerlano) fu costruita nel 1420 ed è la più antica, mentre la madrasa di Sher Dor e quella di Tillakari risalgono al XVII secolo. Il luogo esprime tutta la ricchezza e l’opulenza della grande Samarcanda, quella dell’epoca di Tamerlano, mentre per chi volesse seguire un percorso indietro nel tempo fino alle rovine dell’antica Samarcanda consigliamo di seguire il nostro itinerario archeologico dell’Uzbekistan fino ad Afrosiab. Poco è rimasto della città leggendaria distrutta da Gengis Khan, ma il museo nei pressi delle rovine custodisce alcuni eccezionali ritrovamenti tra cui un favoloso affresco del VII secolo. Non lontano dal museo l’osservatorio di Ulgbek, fatto costruire dal sovrano, appassionato di astronomia e matematica, considerata una delle maggiori scoperte archeologico del XX secolo.

Valle di Fergana

Attraversata dal fiume Syr-Darya e racchiusa tra le montagne del Pamir e del Tian Shan la valle di Fergana è una delle regioni più fertili dell’Uzbekistan. Situata nell’estremo est del Paese, al confine col Kirghizistan, l’agricoltura è stata per secoli l’attività principale, su cui hanno puntato gli antichi abitati della valle di Fergana. In epoca sovietica fu imposta, dal governo centrale, una monocoltura basata sul cotone che costituisce ancora oggi una delle principali risorse economiche della regione.

Un piccolo mercato nella valle di Fergana, uno dei luoghi più affascinanti da visitare in Uzbekistan
Un piccolo mercato nella valle di Fergana – © Photo by Gabriele Stoia

Porta di accesso alla valle di Fergana è la città di Kokand con il Palazzo del Khan (XIX secolo) e le madrase di Jami e Norbut-biy. Addentrandoci nella valle arriviamo alla cittadina di Margilan. Un nome sconosciuto per uno dei maggiori centri di produzione della seta di tutto il mondo: l’Uzbekistan ne è il terzo produttore dopo Cina e India[2]. Tappa fondamentale per conoscere la storia e i metodi di lavorazione di questo pregiato tessuto è la Yodgorlik Silk Factory, dove anche noi facciamo sosta  nel nostro gran tour dell’Uzbekistan, per assistere al processo produttivo e, difficile resistere, acquistare qualche tessuto ricamato o abiti in seta già confezionati. Soddisfatti per gli acquisti proseguiamo il viaggio nella valle di Fergana verso Rishton, famosa per le ceramiche colorate. Più difficili da trasportare, ma impossibili da dimenticare, anche perché qui a Rishton ogni negozio e ogni attività commerciale richiama alla mente l’attività principale per cui la città è così conosciuta: la ceramica. Alla base di tutto l’argilla locale, così pura da non richiedere l’aggiunta di ulteriori additivi nella lavorazione: un poco d’acqua e il gioco è fatto.

Lago d’Aral

La fine del lago d’Aral è iniziata a partire dagli anni Sessanta, in piena epoca sovietica, quando fu deciso di canalizzare i fiumi Syr Darya e Amu Darya (affluenti del lago) verso le aride pianure dell’Uzbekistan[3], con l’obiettivo di supportare l’industria del cotone. Una scelta scellerata dal punto di vista ambientale che ha ridotto, fino a oggi, la superficie del lago del 75%. Scelta scellerata anche dal punto di vista agricolo, dato che dei 47.750 chilometri di canali realizzati, solo il 28% è impermeabilizzato e in alcuni casi fino al 75% dell’acqua che vi passava veniva sprecata[4].

Le città sorte lungo le sponde del lago sono oggi diventate avamposti di una frontiera desertica con il lago, o quello che ne resta, a decine di chilometri di distanza. Gli scheletri delle barche da pesca, nei pressi della cittadina di Muynaq, ne sono una triste testimonianza.

Uzbekistan: scheletri di barche nei pressi della cittadina di Muynaq, lago d'Aral.
Scheletri di barche nei pressi della cittadina di Muynaq

Note

1 Itchan Kala, Wikipedia L’enciclopedia libera, 22 giugno 2020, da https://it.wikipedia.org/wiki/Itchan_Kala

2 Ambasciata della Repubblica dell’Uzbekistan in Italia, Uzbekistan è il terzo paese produttore mondiale della seta, 22 giugno 2020, da http://www.uzbekistanitalia.org/home/notizie/uzbekistaneilterzopaeseproduttoremondialedellasetailprimoforumuzbekoeuropeosullasetaavienna

3 Earth Observatory, NASA, 22 giugno 2020 da https://earthobservatory.nasa.gov/world-of-change/AralSea

4 https://it.wikipedia.org/wiki/Lago_d%27Aral#I_canali_d’irrigazione_e_il_disastro_ambientale



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