Capodanno del Nagaland – Il festival più colorato del Myanmar

In questo articolo vi racconto di una terra lontana, a molti sconosciuta : Nagaland.

Di primo acchito il nome suscita probabilmente un punto interrogativo misto a curiosità, e il tentativo immediato di trovare una traduzione al termine, “Naga-land”, la terra dei Naga. Non è un termine artificioso, ma il nome reale di un’area abitata da numerose tribù, estesa dal remoto angolo nord-occidentale del Myanmar alle province indiane nord-orientali.

Confini del territorio Nagaland (in rosso) separato dal confine India – Myanmar
Confini del territorio Nagaland (in rosso) separato dal confine India – Myanmar

Ogni anno il 15 Gennaio si celebra il Naga New Year Festival, il Capodanno del Nagaland, che vede riunite le molteplici minoranze provenienti da molto lontano, ciascuna con differenti radici culturali, tradizioni, costumi e dialetti, che condivono l’importanza di festeggiare la fine del vecchio anno, saldare i debiti, riunirsi con parenti e amici vicini e lontani, e dare il benvenuto al nuovo anno celebrando le divinità, sacrificando animali domestici, e auspicando l’inizio fruttuoso della nuova stagione agricola.

Guerrieri Yimchunger si esibiscono in una danza rituale
Guerrieri Yimchunger si esibiscono in una danza rituale

Non un festival turistico ma una celebrazione autentica

Il capodanno è il periodo dell’anno in cui la maggior parte di noi è di buon umore. In qualsiasi angolo del mondo, ciascuno in base alla propria cultura e tradizione, è un momento speciale per riunirsi ad amici e familiari.

Stessa cosa succede durante il Capodanno del Nagaland, tra i festival più colorati in Myanmar. Ogni anno le celebrazioni ruotano in 3 diverse località, Lay Shi, Lahe e Nanyun, nella grande divisione di Sagaing nel nord-ovest del Myanmar, in uno scenario bellissimo, autentico, circondato da dolci colline e piccoli villaggi tribali.

Tipico villaggio etnico a Nagaland
Tipico villaggio etnico a Nagaland

Le minoranze etniche intraprendono un lungo cammino, anche di molti giorni, per partecipare al festival. Un’occasione di grande festa, accompagnata da vivaci danze eseguite in abiti tradizionali, al ritmo e ai suoni di strumenti tradizionali.

Tribù Yimchunger suona l’idiofono durante un rito cerimoniale Naga
Tribù Yimchunger suona l’idiofono durante un rito cerimoniale Naga

L’evento è tutt’altro che turistico considerando che la presenza dei visitatori stranieri è tutt’ora limitatissima. Secondo i dati del Dipartimento per l’immigrazione e la popolazione della regione di Sagaing, il numero di turisti stranieri nel distretto al Capodanno del Nagaland è stato di 7 nel 2011, 37 nel 2012, 21 nel 2013, 19 nel 2014, 59 nel 2015, 39 nel 2017, 63 nel 2018 e 49 nel 2019, di cui 1 solo italiano. Lascio a voi il compito di immaginare di chi si tratta…

Perché assistere al capodanno a Nagaland ?

Esatto, perché pianificare un viaggio in un territorio remoto così distante dalle mete principali del Myanmar, indubbiamente al di fuori da qualsiasi itinerario turistico, che senz’altro necessita una particolare livello di  adattabilità alla logistica del viaggio e alle sistemazioni molto semplici ?

La risposta può suscitare dei quesiti a chi sta semplicemente pensando ad un tour classico in Myanmar per il suo prossimo viaggio nel sud est Asiatico, ma è sicuramente ovvia a chi è alla ricerca di una ricca e autentica esperienza culturale che espande il bagaglio di conoscenze grazie all’incontro con etnie testimoni di antiche tradizioni.

Guerrieri Tangkhul, il gruppo etnico principale sul confine India - Myanmar
Guerrieri Tangkhul, il gruppo etnico principale sul confine India – Myanmar

Pochi visitatori hanno la fortuna di condividere la gioia e le festività del capodanno Naga, ma quelli che lo fanno sono ampiamente ricompensati da un’incredibile esperienza culturale.

Un evento speciale e unico a cui partecipare, in un territorio lontano, isolato, intrepido, distante dalle ben più note attrazioni turistiche, dal sito archeologico di Bagan, dalla brulicante Yangon e dall’incantevole Lago Inle.

Storia del Nagaland

Prima di unirsi al popolo Naga per festeggiare il capodanno è senza dubbio importante acquisire qualche nozione al fine di comprendere ed apprezzare la cultura locale e valorizzare l’esperienza di viaggio. 

Le origini

“Naga” è un nome collettivo per descrivere le numerose tribù secondarie che vivono in un’area isolata al confine tra India e Myanmar. I gruppi etnici principali sono una ventina e parlano lingue Tibeto-birmane ben distinte.

Per risolvere gli ovvi problemi di comunicazione le tribù hanno creato il Nagamense, una lingua creola assamese, hindi e bengalese, che il Comitato Centrale per la tradizione, la cultura e la letteratura del Naga (NTCLCC) sta insegnando con entusiasmo in tutti i villaggi.

Le tribù Naga abitano da molti secoli aree estremamente remote a Nord dell’attuale India e Myanmar con pochissimi o quasi nessun contatto con il mondo esterno fino alla colonizzazione britannica nel XIX secolo. Storicamente sono conosciuti come feroci guerrieri che si incontravano solo in battaglia, recidevano la testa dei loro nemici e la esponevano all’esterno della propria abitazione come simbolo di coraggio e potere. Questa pratica è ormai da tempo sradicata.

I primi Naga, le origini
Source Wikipedia : R.G. Woodthorpe, c.1873-1875 Tangkhul Nagas photographs

Lo sviluppo di uno spirito nazionalista e il senso di un’identità comune sono concetti relativamente nuovi tra il popolo Naga. Secondo le loro tradizioni, ogni villaggio è una repubblica indipendente composto da famiglie coniugate di diversi clan, da proteggere da ogni dominio esterno.

Il periodo coloniale britannico

Gli interessi per le risorse petrolifere e minerali della regione, tè e legname, nonché per controllare le rotte commerciali del sud-est asiatico, negli anni trenta spinsero gli inglesi a numerosi tentativi di annessione che trovarono una solida ed efficace resistenza da parte di alcune tribù, al quale l’esercito britannico rispose con brutalità, bruciando villaggi e uccidendo gli abitanti per schiacciare la loro resistenza. Pur amando le risorse naturali del popolo Naga, gli inglesi li consideravano selvaggi cacciatori di teste.

Guerriero Naga si esibisce in una danza di guerra
Guerriero Naga si esibisce in una danza di guerra

Nel 1845 il potere coloniale riuscì a concludere un patto di non aggressione con i capi tribù acquisendo ufficialmente il controllo sul territorio. La terra dei Naga un tempo unita, venne poi arbitrariamente divisa dal confine politico tra India e Myanmar secondo accordi che non tenevano conto degli interessi del popolo Naga.

L’instabilità politica ha senz’altro contribuito all’isolamento di Nagaland.

I Naga non si sono mai considerati parte dell’India. Il giorno prima che l’India e il Pakistan ottennero l’indipendenza il 14 agosto 1947, i leader dei Naga dichiararono la loro non appartenenza a qualsiasi Nazione e nominarono la loro terra Nagaland, anche se l’India ne affermò comunque l’autorità. La disobbedienza civile portò a ulteriori vicissitudini e scontri contro le truppe indiane a suon di archi e frecce. Molte teste indiane recise finirono in mostra fuori dalle case tribali.

Nel 1963 nel tentativo di placare il violento movimento per l’indipendenza dei Naga, l’India dichiarò Nagaland uno stato autonomo con accesso limitato da parte degli stranieri. Tuttavia, la violenza continuò nei decenni successivi causando la morte di circa 200.000 Naga, fino al cessate il fuoco sul finire degli anni ‘90.

Nagaland oggi

Oggi i Naga occupano gli stati indiani di Assam, Arunachal Pradesh, Manipur e lo stato del Nagaland, un’area significativamente più piccola di quella originariamente rivendicata dal popolo Naga.

Sul lato Myanmar Nagaland è una zona autogestita, abitata da 120.000 Naga e formata ufficialmente da tre distretti, Lahe, Lay Shi e Nanyun, nella divisione di Sagaing. La costituzione conferisce a questa zona autonoma poteri legislativi su alcuni ambiti politici, tra cui lo sviluppo urbano e rurale, la costruzione e la manutenzione delle strade e la salute pubblica. Tuttavia, lo status di “auto-amministrazione” implica una scarsa autonomia significativa in quanto l’aerea è comunque controllata dal governo nazionale.

Guerriero Khiamniungan Naga con cappello tradizionale ornato da 2 denti di maiale selvatico e una serie di denti di tigre.
Guerriero Khiamniungan Naga con cappello tradizionale ornato da 2 denti di maiale selvatico e una serie di denti di tigre.

Nel 2015 sono state riconosciute ufficialmente 89 tribù non dominanti tra cui  Bamar, Shan, Naga e Zomi, nonché un numero minore di Kadu e Ganang. In origine animisti, oggi circa due terzi sono cristiani, principalmente battisti, convertiti a metà del XIX secolo dai missionari cristiani inviati dagli Stati Uniti e dall’Europa. Il resto pratica il buddismo Theravada. Tuttavia sono ancora in molti a conservare alcuni aspetti del credo animista. Le loro abitazioni in legno e paglia sono infatti riccamente scolpite e decorate all’esterno con teste di bufali.

L’economia principale si basa sull’agricoltura e sull’artigianato. La loro tradizione prevede la produzione di tutti i beni di cui necessitano, come consueto in molte società tradizionali. Fabbricano la propria stoffa, i propri cappelli, gli impermeabili; producono le proprie medicine, gli utensili da cucina, i cestini; si occupano della tessitura di scialli di lana e cotone colorati, di sculture in legno, ceramiche, lavorazione dei metalli, creazione di gioielli e perline.

Come partecipare al Capodanno Naga

Raggiungere Nagaland non è certamente cosa da viaggio improvvisato.

Innanzitutto per partecipare al festival è indispensabile un permesso speciale rilasciato dalle autorità locali o far parte di un tour autorizzato. Il controllo dei visitatori ha il fine di preservare la cultura, garantire l’autenticità delle celebrazioni ed evitare il sovraffollamento del festival. Non si tratta infatti di un evento per turisti ma piuttosto di un giorno significativo per il popolo Naga, a loro volta felici di condividere le loro tradizioni culturali con coloro che intraprendono il viaggio per partecipare.

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La posizione decisamente isolata richiede una pianificazione attenta e un supporto logistico sicuro. Le tre località in cui si svolge il festival sono infatti centinaia di chilometri distanti dalle mete toccate dagli itinerari di viaggio in Myanmar e raggiungerle via terra richiederebbe diversi giorni.

È quindi necessario un volo domestico verso la città più prossima per poi proseguire a bordo di un mezzo privato 4×4 sui passi di montagna, in uno scenario pittoresco, percorrendo strette strade sterrate e dissestate. La zona è senza dubbio delle più remote e disabitate.

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Per ore e ore di guida non si incontrano altre persone, né si avvistano villaggi o animali selvatici. La sensazione di avventura è palpabile. Il paesaggio è incantevole e affascinante, e il panorama sulla foresta che si gode da alcuni punti panoramici lungo il percorso ripaga ampiamente le molte ore di viaggio in auto.

Percorso di montagna per raggiungere Nagaland
Percorso di montagna per raggiungere Nagaland

A questo punto vi chiederete, passi per il volo, prenotabile anche autonomamente, ma dove lo trovo un mezzo privato che mi accompagni nelle disabitate terre del nord Myanmar ?

Noi di In Asia Travel, costantemente alla ricerca di itinerari non convenzionali e inediti, e di esperienze di viaggio culturali e autentiche in zone non turistiche, non potevamo certamente farci sfuggire questa incredibile opportunià. Naturalmente prima di proporre ai nostri viaggiatori un itinerario di viaggio è necessario collaudarlo e su questo aspetto ci tengo a prendermene cura in prima persona, anche per accertarmi che rispetti la nostra etica e filosofia di viaggio, e il tour di ispezione ha confermato senza dubbio le aspettative.

Capodanno Naga 2020

In Asia Travel è entusiasta di proporre ai nostri viaggiatori l’itinerario inedito in occasione del Naga New Year Festival 2020 che si terrà a Lahe il 14 e 15 Gennaio. Un’occasione speciale per conoscere la ricca cultura e le tradizioni Naga. L’atmosfera del festival è coinvolgente e le celebrazioni sono un’esperienza culturale unica e imperdibile.

All’evento parteciperanno decine di tribù in costume che si alterneranno in coreografiche danze tribali, facendo sfoggio di manovre sincronizzate, canti popolari, competizioni sportive. Indubbiamente un paradiso per gli appassionati di fotografia.

Guerrieri Naga durante una competizione di wrestling di gruppo
Guerrieri Naga durante una competizione di wrestling di gruppo

Il viaggio prevede la visita ad alcuni villaggi etnici di montagna incorniciati in un pittoresco paesaggio montuoso. Non mancherà occasione di incontrare gli abitanti, ospitali e curiosi di comunicare con i visitatori stranieri, decisamente rari da quelle parti.

Partecipare al Naga New Year Festival è una di quelle esperienze da custodire per la vita. Una grande opportunità che pochissimi stranieri hanno avuto fin’ora, di assistere a un’autentica celebrazione tribale.

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Per maggiori dettagli sul programma di viaggio Naga Festival 2020 visita la pagina sul nostro sito Naga New Year Festival o contattaci via email per ulteriori informazioni a [email protected].


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