Viaggio in Laos: Luang Prabang tra templi, cascate e villaggi tribali

Ci sono luoghi che lasciano in bocca, fin da quando ne pronunciamo e assaporiamo le parole, un sapore tutto particolare. In Laos Luang Prabang, provate a pronunciare queste due parole lentamente, è una di queste località.

Riprovateci, ancora più piano e vedrete che qualcosa accade. Una sensazione di lontananza, distanza, dal retrogusto esotico, dal fascino misterioso, di un luogo, nel Laos, che ha da sempre attratto esploratori, mercanti, hippie, viaggiatori e turisti. Ritornati, ognuno nelle rispettive abitazioni, con il ricordo di un luogo, Luang Prabang, dove ancora gli spazi tra l’autenticità della tradizione e il turisticamente accogliente sono complementari.

La provincia di Luang Prabang è una delle più settentrionali del Laos, con il suo confine a nord che tocca quello vietnamita. Quasi alla stessa latitudine verso est incontriamo la città di Hanoi, mentre in direzione opposta, verso ovest sullo stesso parallelo, si trova la località thailandese di Chiang Rai. Proseguendo poi lungo l’accidentata rete stradale, ma in continuo miglioramento, del Laos settentrionale, dopo ore di viaggio arriviamo fino al confine con la Cina. Terra di incontri questa e non sorprende allora che la storia di Luang Prabang in Laos sia fin dall’antichità storia di un regno potente, che ha intessuto relazioni con gli Stati confinanti, tra mito, realtà e leggenda.

Luang Prabang non è la capitale del Laos, un po’ di storia

Il gioco delle capitali riserva sempre delle sorprese. Anni fa ricordo ancora la soddisfazione di una vittoria a Trivial Pursuit al termine di un’agguerritissima partita, vinta dopo aver indovinato la capitale della Mongolia: Ulan Bator, impossibile dimenticarla. Nel sud-est asiatico questo gioco si rivela particolarmente avvincente quando ci avventuriamo ad esempio in un viaggio in Myanmar dove dal 2005 la capitale riconosciuta è passata da Yangon a Naypyidaw con non pochi disagi per ambasciatori e diplomatici. In Laos la capitale storica, il nucleo antico attorno a cui si è costituito il primo Regno laotiano fu proprio la città di Luang Prabang antica capitale del Regno del Laos.

E come spesso accade con la retorica e la propaganda politica l’origine di tutto non poteva che intersecare mito e realtà, leggenda e storiografia per puntellare il potere, quello politico e religioso, su basi più solide. Si parte allora dal leggendario sovrano Khun Borom, figlio, manco a dirlo, degli Spiriti Celesti e dei suoi sette discendenti che dopo la morte del leggendario patriarca presero possesso dei rispettivi regni che il padre aveva lasciato loro in eredità. Dei sette, quello che ci interessa scrivendo dell’antica capitale del Laos, è Khun Lo che regnò nella città di Meuang Sua, l’attuale Luang Prabang, a partire dal VIII secolo d.C. e nel quale la storia riconosce il fondatore del popolo laotiano. Da qui in poi ben 22 sovrani avrebbero regnato dalla capitale Luang Prabang su gran parte del Laos settentrionale. La monarchia in Laos con alterne vicende sarebbe proseguita fino agli anni Settanta del Novecento quando re Savang Vatthana fu costretto ad abdicare dai comunisti del Pathet Lao.

Quanti giorni trascorrere a Luang  Prabang?

Visitare la città laotiana di Luang Prabang si trasforma in un’opportunità unica di coniugare relax, crociere lungo il fiume Mekong, visite a grotte, cascate e tour dei villaggi tribali. La scelta di seguire uno o più di questi percorsi dipende ovviamente da quanti giorni deciderete di trascorrere a Luang Prabang.

Proprio per questo la personalizzazione dell’offerta di viaggio diventa uno strumento indispensabile per organizzare al meglio la vostra visita nell’antica capitale del Laos, con eventuali escursioni nei dintorni di Luang Prabang. La visita di un giorno si può in tutta comodità inserire in un più ampio itinerario del Paese asiatico e consente di vedere i luoghi assolutamente da non perdere.

Con maggior tempo a disposizione in quattro giorni a Luang Prabang avrete la possibilità di godere appieno dell’atmosfera del luogo, come le passeggiate al tramonto lungo le rive del Mekong, assistere al mattino presto al rituale del tak bat e trascorrere piacevoli serate nei tanti esotici locali del centro storico per avventurarvi nei giorni successivi ad esplorare grotte, cascate e antichi templi. Un itinerario di sei giorni nel nord del Laos si inserisce in un più ampio tour che partendo dall’antica capitale prosegue in direzione dei villaggi tribali, lontani dai flussi turistici, immersi nella foresta tropicale alla scoperta delle province remote del Laos.

Rituale Tak Bat
Rituale Tak Bat

Cosa vedere a Luang  Prabang: i luoghi da non perdere

Museo Nazionale (ex Palazzo Reale)

Conosciuto anche con il nome di Haw Kham o Palazzo d’oro il Museo Nazionale di Luang Prabang è ospitato nelle sontuose sale dell’ex Palazzo Reale. L’architettura è una fusione di stile francese e lao nella quale si rispecchia la storia recente del Paese. La sua costruzione risale infatti agli inizi del Novecento in pieno periodo coloniale e fu voluto da re Sisavang Vong. Il Museo Nazionale si trova nel centro della città e l’area in cui sorge ospita al proprio interno svariati edifci storici tra cui Deposito della Barca Reale, il “garage” reale al cui interno è ancora oggi visibile la collezione d’auto d’epoca dei suoi ex residenti e il Haw Pha Bang, padiglione decorato che custodisce la statua del Buddha di Phra Bang da cui la città di Luang Prabang prende il nome.

Haw Pha Bang - National Museum
Haw Pha Bang – National Museum

Cosa vedere nel Museo Nazionale di Luang Prabang?

Potreste cominciare dalla Sala delle udienze, come gli antichi dignitari, ambasciatori, principi e regine che venivano ad omaggiare la famiglia reale. Al suo interno si trovano grandi pannelli decorati raffiguranti scene tratte dal Ramayana, mentre nella sala alla vostra destra è ospitata la statua d’oro del Buddha. In un’altra sala sono collocati gli spazi dell’antica segreteria reale che accoglieva i doni ricevuti dal sovrano dai vari capi di Stato del mondo. Da notare la disposizione da Guerra Fredda che prevede una netta separazione tra i regali comunisti e quelli capitalisti: tutti ben accolti, detto per inciso. Dalla Sala delle Udienze nell’ala anteriore si passa alla Sala del Trono con le reali sedute e mosaici intarsiati. Nell’ala posteriore trovano spazio gli alloggi privati della famiglia reale, momento unico per dare un’occhiata a come se la passavano i sovrani laotiani prima dell’avvento del Pathet Lao.

Mercato notturno

Passi verso le quattro del pomeriggio lungo Sisavangvong Road, nel pieno centro di Luang Prabang e trovi una strada affollata di motorini, turisti, costeggiata da ristoranti e caffè. Dopo un paio d’ore, poco prima del tramonto, l’intera via cambia identità tanto che si fa fatica a riconoscere i punti di riferimento acquisiti durante il giorno. Un susseguirsi di bancarelle con prodotti di artigianato tipico laotiano. Ma anche di un bel po’ di paccottiglia cinese. C’è da fare la tara, sia rispetto alla qualità che al prezzo, ma basta cercare, prendersi del tempo, magari con una pausa spuntino nei tanti locali ai margini del marcato e scegliere l’oggetto che fa per voi.

Ci sono le t-shirt brandizzate Laos e Luang Prabang. Così tante che alla fine ci si sente pure in colpa se non la si acquista almeno una: i parenti apprezzeranno. Ci sono gonne, camicie e pantaloni di seta, così leggeri , morbidi e freschi che non potete fare a meno di acquistarli. Ci sono i foulard e le sciarpe, trovano facilmente spazio in valigia e saranno un regalo più che apprezzato. Ci sono le buste del Lao Coffee, un gustoso souvenir da portare con voi di ritorno in Italia. E poi ci sono i venditori e le venditrici, accoglienti e pronti a soddisfare le vostre richieste, a intrattenersi con voi chiacchierando in un inglese un po’ stentato; ma poco male perché il mercato notturno di Luang Prabang, rispetto ai tanti mercati del sud-est asiatico, è fatto soprattutto dalle persone che ogni giorno vendono la loro merce in uno dei night market più autentici del Laos.

Wat Chom Si, il tempio sulla collina

Cinque minuti a piedi dal Palazzo Reale di Luang Prabang il tempio di Wat Chom è situato sulla sommità di una collina visibile da ogni angolo della città. Vale la pena imbarcarsi nella salita di oltre 300 gradini al termine della quale, sotto di voi, si spalanca l’incredibile vista del corso del Mekong verso ovest e del Nam Khan a est. Oltre i corsi d’acqua il paesaggio collinare avvolto dalla vegetazione. Le ore del tramonto, anche se più affollate di turisti, rappresentano il momento migliore per ammirare i dintorni, meditare su dove andare a cena, ricordare la giornate appena trascorsa e riflettere su quanto si è fortunati nel trovarsi in un luogo così magico e spettacolare come la sommità del Monte Phousi. Ce ne vuole a chiamarlo monte, ma tant’è.

Se riuscite a riprendervi da questa magia, vale la pena dare un’occhiata al Wat (tempio) di Chom Si con il suo stupa dorato considerato uno dei luoghi più sacri di Luang Prabang.

Iconografia buddhista sul Monte Phousi
Iconografia buddhista sul Monte Phousi

Wat Xieng Thong

Altrettanto celebre tra i luoghi di culto cittadini è quello di Wat Xieng Thong costruito nel 1560 circa e massimo esempio dello stile architettonico locale. Situato all’estremità nord della penisola cittadina, poco distante dalla confluenza tra il fiume Khan e il Mekong il tempio di Wat Xieng Thong è stato il luogo di incoronazione dei re locali, una specie di Westminster laotiana. L’edifico che più colpisce una volta varcato l’ingresso all’area sacra è la Pagoda con le sue facciate superbamente decorate in legno dorato e i tetti spioventi che svettano verso l’alto. Fate un giro attorno alla struttura e raggiungete la parete esterna rivolta a ovest (lato Mekong) per ammirare una stupefacente rappresentazione del simbolo dell’Albero della Vita.

Macchina fotografica alla mano dirigetevi poi alla vicina Cappella Rossa che custodisce al suo interno un Buddha sdraiato risalente all’epoca di costruzione del tempio.

Wat Xieng Thong
Wat Xieng Thong

I dintorni di Luang Prabang

Le grotte di Pak Ou

Una crociera sul Mekong può rivelarsi un momento unico per ammirare il paesaggio rurale da un punto di vista eccezionale. Quello che per secoli hanno avuto gli abitanti della zona che hanno utilizzato il fiume come via privilegiata di comunicazione in un territorio, in Laos, dove gli spostamenti via terra, a causa della sua morfologia, sono lunghi e faticosi. Trenta chilometri circa a nord di Luang Prabang le grotte di Pak Ou sono formate da due anfratti rocciosi: la grotta di Tham Ting in basso e quella di Tham Theung più in alto. Luogo sacro da centinaia di anni, ha attratto pellegrini da ogni parte del Laos che recavano con sé immagini del Buddha che poi depositavano all’interno delle cavità rocciose. Moltiplicate questa pratica per un paio di migliaia di anni e avrete una qualche idea delle quantità di statue di Buddha custodite all’interno delle due grotte.

Le cascate di Kuang Si

I dintorni di Luang Prabang offrono inoltre appaganti escursioni naturalistiche per conoscere il territorio della provincia nei suoi luoghi più eccitanti. Come le cascate di Kuang Si, circa trenta chilometri verso sud.

Il luogo è estremamente suggestivo, costellato di ponti in bambù e decine di pozze in cui immergersi per un bagno rinfrescante. Gli interventi di valorizzazione di questa meraviglia naturale sono stai fatti in maniera tale da preservare l’autenticità del luogo. Immersi all’ombra della vegetazione incontriamo comode zone picnic, cabine in legno e bambù in cui cambiarsi e una segnaletica ben posizionata a cui affidarsi per l’esplorazione dell’area protetta. Un luogo in cui trascorrere una giornata di relax e dove troverete non solo turisti, e non così molti, ma anche abitanti del posto attratti dalla frescura dell’ambiente.

Cascate Kuang Si
Cascate Kuang Si

Villaggi tribali e minoranze etniche

Lungo il corso del fiume una crociera sul Mekong può diventare l’opportunità di scoprire alcuni villaggi tribali come quello di Bang Xang Hai dove stomaci forti potrebbero decidere di assaggiare il famoso whisky locale che qui viene prodotto. Altrettanto intrigante per conoscere il modo di vivere dei locali sono le visite ai villaggi tribali di Ban Xang Kong e Ban Xieng Lek specializzati nella tessitura e nella produzione di carta di gelso che si trovano non lontano dalle cascate di Kuang Si e abitati dalle etnie Hmong e Khmu.

Come arrivare a Luang Prabang

L’opzione più comoda per chi arriva in aereo dall’Italia è quella di atterrare all’aeroporto Suvarnabhumi di Bangkok e da qui prendere una coincidenza per l’aeroporto internazionale di Luang Prabang. La Thai Airways effettua voli diretti Roma/Milano- Bangkok con coincidenza in giornata verso Luang Prabang.

Se pensate di effettuare un tour multinazione potete contattare direttamente lo staff di In Asia Travel, parliamo italiano, quindi non preoccupatevi di eventuali problemi linguistici, per consigliarvi le soluzioni di volo migliori per chi proviene da Myanmar, Thailandia, Cambogia o Vietnam.

Altra possibilità, se già vi trovate in Laos, è il viaggio via terra in VIP Bus da Vientiane a Luang Prabang o da un’altra località del Laos. Tenete presente che questa alternativa è da prendere in considerazione esclusivamente se avete a disposizione un tempo sufficientemente lungo per visitare il Paese. La rete stradale del Laos, soprattutto nel nord, non è delle migliori e spesso prendere un aereo si rivela un’alternativa di gran lunga più efficiente.



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