Letteratura di viaggio: lista della migliore narrativa, romanzi e reportage

Permettete, giusto per scaldarci, un paragone. Forse alcuni lo giudicheranno un po’ azzardato, ma tanto vale esporlo subito senza girarci troppo attorno.

I libri di viaggio sono un po’ come i libri di cucina e la letteratura di viaggio con i suoi classici e i suoi capolavori legati ai temi dell’avventura, della scoperta e dell’esplorazione è, entro certi limiti, una vera e propria avventura gastronomica.

I romanzi di viaggio con le loro storie ambientate in luoghi remoti descritti in maniera seducente e suggestiva fanno venir voglia di preparare le valigie per vivere in prima persona le avventure dei protagonisti. Un buon libro di cucina, di quelli validi, corredati di foto e ricette produce lo stesso intenso desiderio, quello di mettersi ai fornelli ed esplorare con l’equipaggiamento giusto nuovi territori culinari. Delusioni comprese, a volte, quando poi scopriamo che sì insomma quel posto tanto sognato non è proprio come ce lo eravamo immaginato. Proprio come il soufflé che sul più bello si sgonfia dimostrando una tenace riottosità a tutti i nostri sforzi.

Così è per la letteratura di viaggio, romanzi, racconti e reportage. E così è per la poesia che ha per tema i viaggi e che a partire da Baudelaire in là ha generato più viaggiatori che poeti.

Eccoci allora in partenza per un viaggio fatto di parole e suggestioni; per scoprire quali sono i migliori titoli legati al viaggio. Quelli che più ci hanno appassionato e lungo le cui strade ci piacerebbe condurvi.

Racconti e romanzi di viaggio

Gli scrittori di romanzi e opere brevi hanno dedicato al tema dei viaggi e dell’esplorazione miliardi di parole. Gli spunti narrativi in questo genere di narrazione si sprecano, basti pensare a quel grande manuale di narrazione scritto da Chris Vogler e che si intitola giustappunto Il viaggio dell’eroe.

 

L’Ottocento

A partire dall’Ottocento la letteratura di viaggio diventa un genere estremamente diffuso con veri e propri best seller che hanno segnato il passo dei romanzi successivi. Edgar Allan Poe scrive la sua Storia di Arthur Gordon Pym tra il 1837 e 1838 e la sua opera diventerà un punto di riferimento per scrittori come H.P. Lovecraft e Jules Verne. Quando L’isola del tesoro fu pubblicata a puntate tra il dicembre del 1881 e il Gennaio del 1882 non ebbe un grande successo, occorse qualche anno e la sua uscita in formato libro a farne uno dei classici della letteratura di viaggio. È stato proprio il romanzo di Stevenson a costruire il nostro immaginario collettivo in fatto di pirati. Dal suo libro ci arriva l’idea delle mappe del tesoro. Da qui la gamba di legno di Long John Silver e l’immancabile pappagallo appollaiato sulla spalla.

Quando nel 1885 venne dato alle stampe il romanzo di H. Rider Haggard dal titolo Le miniere di Re Salomone, pochi avevano sentito parlare di questi luoghi. Il romanzo d’avventura di Haggard fu la prima opera in lingua inglese ad essere ambientata in Africa e da lì in poi il mito delle miniere cariche di tesori e pietre preziose non ha più smesso di affascinare i lettori. All’epoca perfino Emilio Salgari maestro italiano della narrativa di viaggio ne restò affascinato. Tanto che tra un romanzo e l’altro dedicato ai Tigrotti di Mompracem gli scappò anche il tempo di scrivere Le caverne dei diamanti, ispirato all’opera di Haggard. Un viaggio breve e spassosissimo fu quello descritto da Jerome K. Jerome con il suo Tre uomini e una barca, avventure comiche di tre gentiluomini inglesi a bordo di una barca che segue il corso del Tamigi. Per la cronaca il romanzo, quando fu pubblicato, vendette in Gran Bretagna 1 milione e mezzo di copie.

Nel 1874 uscirà poi Il giro del mondo in ottanta giorni scritto da Jules Verne che di viaggi più o meno fantastici, ma tutti estremamente avvincenti, se ne intendeva davvero parecchio. A tema viaggio c’è un racconto particolarmente suggestivo e singolare dell’autore inglese Charles Dickens, celebre per Grandi speranze. Il racconto in questione si intitola Perdersi a Londra ed è un validissimo vademecum su cosa possiamo fare durante una notte di insonnia (vale naturalmente anche per chi non abita nella capitale del Regno Unito). Lo sfortunato personaggio che non riesce a prendere sonno cerca conforto passeggiando per le vie della città, il tutto raccontato con la magistrale scrittura di Dickens.

 

Il Novecento

Qui si apre un mondo di scrittori, autori di celebri classici della letteratura di viaggio. Qualcuno di noi conserverà questi libri con cura come livre de chevet, per altri di noi saranno stati compagni in qualche viaggio che ci è rimasto nell’anima. Altri stanno ancora sognando sulle pagine dei grandi libri della letteratura di viaggio in attesa di fare le valige e partire.

Uno dei miei preferiti è Le vie dei canti di Bruce Chatwin. Scritto nel 1987 è ambientato in Australia, un luogo già lontano di per sé, ma che attraverso le parole di Chatwin acquista una distanza ancora maggiore. Per chi vuole conoscere da vicino la storia dei miti aborigeni. Senza troppi tecnicismi.

Se volete continuare a fantasticare sulle orme dei grandi scrittori di viaggio, possiamo anche fare un salto in Italia, dove in Liguria abita Maurizio Maggiani. Un linguaggio sempre sospeso tra poesia e prosa che nel suo La regina disadorna narra una storia epica che dai camalli di Genova ci porta fino alla lontana isola polinesiana di Moku-iti.

In questa carrellata dei libri di viaggio più conosciuti e che più apprezziamo, non poteva di certo mancare Sulla strada di Jack Kerouack che oltre ad aver contribuito alla vendita di milioni di Jeans della Levi’s è diventato uno dei punti di riferimento per tutto il genere di narrativa on the road. Tra l’altro negli ultimi anni il bellissimo Strade Blu. Un viaggio dentro l’America di William Least Heat Moon ha riscosso un grandissimo successo sia di critica che di pubblico ripercorrendo con suggestione e poesia questo genere letterario.

La fantasia di Luis Sepulveda intreccia da sempre elementi reali con racconti fantastici, tipici del realismo magico sudamericano. Patagonia express entra a buon diritto nella letteratura di viaggio, visto che in questo romanzo, reportage e racconto convergono tante storie diverse. I racconti dei gaucho, il diario tenuto dall’autore e lo scenario drammaticamente impressionante dell’estremo limite meridionale del continente americano.

Restiamo un altro po’ in Sud America, dove nel 1923 nasce in Colombia Álvaro Mutis. Di viaggi lui sì che se ne intende e a lui va il merito di aver creato uno dei personaggi più emblematici di tutta la letteratura di viaggio. Maqroll il gabbiere è l’archetipo dell’errabondo che ha fatto del mare la sua casa e della terra un luogo da sfiorare. Potreste iniziare da L’ultimo scalo del Trump Steamer e proseguire poi leggendo i racconti tratti da Storie della disperanza.

 

Poesie di viaggio

Lo ammetto con grande onestà. Di poesia mi intendo poco o niente. Ho letto i classici della poesia di viaggio, ma non è che dal Novecento in poi sia andato molto oltre. Ho fantasticato sui viaggi di Coleridge e sulle parole de La ballata del vecchio marinaio (The Rime of the Ancient Mariner) dove i viaggi psicotropi dell’autore (appassionato fumatore di oppio) si intrecciano ad avventure marinaresche.

Con Baudelaire ho gioco facile, visto che nella raccolta I fiori del male, la lirica Invito al viaggio, può entrare a buon diritto tra i capolavori letterari del genere.

Meno maledetto e più riflessivo di un Baudelaire o di un Rimbaud, lo scrittore Hermann Hesse ha scritto liriche di viaggio come l’eloquente Canzone di viaggio oppure la nostalgica Davanti alle coste dell’Africa.

Fernando Pessoa ci ha regalato la bellissima Se io, mentre lo spagnolo Antonio Machado ha scritto quella che ha mio avviso è una delle più belle poesie di viaggio del Novecento. Nella lirica XXIX della raccolta Campos de Castilla compare un verso che mi è rimasto impresso:

caminante, no hay camino,

se hace camino al andar.

 

viandante, non c’è cammino,

il cammino si fa andando.

 E per finire e non sembrare un totale ignorante in fatto di poesia di viaggio, aggiungo un’altra lirica, questa volta di un italiano. Giacomo Leopardi non è proprio conosciuto per i suoi spostamenti in giro per il mondo o la sua vita avventurosa, ma L’infinito, è una gran bella poesia di viaggio. Perché la siepe ce l’abbiamo davanti ai nostri occhi ogni giorno.

libri e reportage di viaggio 

Reportage di viaggio

Amo i reportage di viaggio, c’è poco da fare. Ma di scrittori in grado di dare spazio nelle loro pagine al ritmo avvincente di un romanzo con la chiarezza espositiva di un saggio e le informazioni tecniche di un manuale sono davvero in pochi.

Se le vacanze in crociera sono la vostra passione iniziate a documentarvi con Una cosa divertente che non farò mai più di David Foster Wallace. Una spassosa narrazione di una crociera ai Caraibi della durata di una settimana: geniale.

In tema di umorismo sapientemente imbottito di satira Mark Twain non è secondo a nessuno. Il suo Gli innocenti all’estero (Innocents Abroad or The New Pilgrim Progress) è stato per molto tempo uno dei libri più popolari dell’autore. All’epoca la Parker Brothers, nota casa di giocattoli, realizzò un gioco da tavolo ispirato al reportage di Twain, sul cui tabellone comparivano le varie attività che un turista poteva praticare viaggiando per l’Europa.

C’è chi poi preferisce viaggi apparentemente veloci seguendo i percorsi autostradali dell’autoroute che collega Marsiglia a Parigi. Julio Julio Cortázar ha scritto Gli autonauti della cosmostrada ovvero un viaggio atemporale Parigi-Marsiglia impiegando un mese per percorrere gli ottocento chilometri dell’autostrada. Ha dormito a bordo del suo furgone Volkswagen insieme alla compagna e ha vissuto per trenta giorni in questi non luoghi che sarebbero piaciuti tanto a Marc Augé.

In tema di reportage di viaggio in moto Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta è a mio avviso imbattibile. Niente a che vedere con tutto il new age che ci hanno caricato sopra, visto che il libro è un vero e proprio invito a viaggiare per liberare la mente dei pensieri ammuffiti che si generano stando sempre nello stesso posto. Che detta così sembra davvero roba new age.

Uno spaccato di viaggio tra Oriente e Occidente quello descritto da Vollman nel suo Storie di farfalle. Racconti duri e romantici al tempo stesso: storie di sesso e di una ricerca dell’amore che conduce l’autore tra i bordelli di Bangkok. Senza giudizi, ma con la voglia di capire un mondo dal quale si sente così lontano da venirne irrimediabilmente attratto.

Un punto di vista molto diverso, ma che pur sempre parla di quell’Oriente per cui nutro una passione e un amore sconfinato. I viaggi di Tiziano Terzani in Asia descritti nei suoi reportage rappresentano delle testimonianze uniche su questi territori: umani, politici e sociali. Cominciate pure da dove volete, che sia Pelle di leopardo, oppure In Asia incontrerete in ogni caso una voce autentica.

 

Dieci romanzi di viaggio che vorrei rileggere

  • Cuore di tenebra, Joseph Conrad
  • Ventimila leghe sotto i mari, Jules Verne
  • Ilona arriva con la pioggia, Álvaro Mutis
  • Viaggio a Ixtlan, Carlos Castaneda
  • Il filo del rasoio, William Somerset Maugham
  • Siddharta, Hermann Hesse
  • Il vagabondo delle stelle, Jack London
  • Il viaggiatore notturno, Maurizio Maggiani
  • L’isola sotto il mare, Isabel Allende
  • Seta, Alessandro Baricco

 

Sedici reportage di viaggi per cui vale la pena viaggiare

  • Il fiume al centro del mondo, Simon Winchester
  • Magellano, Stefan Zweig
  • Una passeggiata nei boschi, Bill Bryson
  • Un’idea di mondo, Norman Lewis
  • Le balene lo sanno, Pino Cacucci
  • La tigre. Un’avventura siberiana di vendetta e sopravvivenza, John Vaillant
  • Verso Santiago. Itinerari spagnoli, Cees Nooteboom
  • Il Milione, Marco Polo
  • Le antiche vie. Un elogio del camminare, Robert Mcfarlane
  • Il respiro degli abissi, James Nestor
  • L’enigma del lago rosso, Frank Westerman
  • Cerchi infiniti, Cees Nooteboom
  • Autostop con Buddha, Will Ferguson
  • Il leopardo delle nevi, Peter Matthiessen
  • Kon-tiki, Thor Heyerdahl
  • Un indovino mi disse, Tiziano Terzani

 

E per finire dieci titoli di narrativa di viaggio

  • La figlia della fortuna, Isabel Allende
  • L’ultimo scalo del Tramp Steamer, Alvaro Mutis
  • La luna e sei soldi, William Somerset Maugham
  • Il cerchio celtico, Björn Larsson
  • Moon Palace, Paul Auster
  • La scia della balena, Francisco Coloane
  • Moby Dick, Herman Mellville
  • Avviso ai naviganti, Annie Proulx
  • La ricetta perfetta, Torgny Lindgren
  • La lunga marcia, Richard Bachman (un viaggio che non vi augureremo mai di intraprendere!)

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