Laos del Nord: trekking, natura e villaggi remoti nel Nord del paese

Oggi vorrei parlarvi di limiti. Giusto un po’ prima di avventurarci, è proprio il caso di dirlo, attraverso la giungla del Laos del Nord seguendo i percorsi di trekking più suggestivi ed emozionanti della parte settentrionale del Paese.

I limiti dicevo. E cosa c’entrano con un itinerario di trekking nel Laos del Nord? C’entrano nella misura in cui ognuno di noi è disposto a confrontarsi con essi.

I confini, come i limiti sono roba da carte geografiche e oggi più che mai basta prendere un biglietto aereo da Roma, da Milano o da qualunque altra città italiana e con un po’ di pazienza e salvo contrattempi, ritrovarsi dopo un giro di orologio direttamente a Luang Prabang; il punto di partenza ideale per iniziare il nostro itinerario di trekking nel Laos del Nord. Quindi i confini sono fluidi e di limiti sembrano non essercene. Del resto bastano un pizzico di audacia, spirito di avventura e una buona dose di antizanzare e sono già belle che superati.

E invece non è proprio così, perché se decidete di partecipate a un tour di trekking autentico nel Laos del Nord, con i limiti vi ci confronterete ogni giorno. Limiti linguistici, limiti pratici, limiti di intelligenza visto che ogni membro delle tribù locali sa molto meglio di noi occidentali quando pioverà, come si intreccia una liana, cosa mangiare e cosa no. Una saggezza che ci appare quasi magica. Ci si sente spiazzati molto spesso, non fosse per il solo fatto che di fronte alle imponenti montagne coperte di vegetazione del nord del Laos è difficile da razionalizzare lo stupore e la meraviglia che colma il nostro sguardo.

Ma il punto è proprio questo. E torniamo ai limiti.

Quel senso di inadeguatezza che se superato con gentilezza e consapevolezza nei confronti di noi stessi e degli altri, ci permette di apprezzare in un tour trekking di uno o più giorni tutta la bellezza di questa esperienza. Il riconoscimento dei propri limiti in un viaggio come questo è roba seria, fa parte del bagaglio e tanto più ne siamo consapevoli, tanto più il contatto, quello autentico con le tribù locali e con la natura che ci circonda verrà da sé.

Laos del Nord: veduta da Vang Vieng

Laos del Nord: veduta da Vang Vieng

 

Come arrivare nel Laos del Nord

Luang Prabang, l’antica capitale del Regno del Laos e oggi Patrimonio dell’umanità  è il punto di partenza ideale da cui iniziare un trekking nel Laos del nord. La si può raggiungere con estrema facilità via aereo. L’aeroporto della città gestisce sia voli domestici che internazionali.

La seconda opzione è quella via terra dalla capitale Vientiane. Ogni giorno ci sono moltissime corse di bus, mini van o taxi privati che gestiscono il collegamento tra Vientiane e Luang Prabang. Il tragitto dura, sulla carta, poco meno di nove ore, ma è bene tenere presente che l’orografia del Paese, le condizioni climatiche e le infrastrutture presentano criticità che dilatano notevolmente le tempistiche al punto da considerare, anche per ragioni di sicurezza, di suddividere questo trasferimento in due giorni con sosta a Vang Vieng.

Quindi adattamento e pazienza. Per chi non soffre il mal d’auto un buon libro è la soluzione perfetta per far passare il tempo.

La terza opzione è quella più avventurosa. Se vi trovate a viaggiare nella Thailandia del Nord potete raggiungere la città laotiana di Luang Namtha da Chiang Rai, nella Thailandia settentrionale. Sulla carta il viaggio dura sei ore circa, sulla strada qualcosa in più.

Luang Namtha dista 170 chilometri dal confine Thailandia-Laos e si trova in una posizione ideale per iniziare un trekking nel Laos del Nord, visto che la città sorge a pochi chilometri dal Parco Nazionale Nam Ha che prende il nome dall’omonimo fiume che lo attraversa.

 

Organizzare un tour trekking nel Laos del Nord: le mete

Muang Sing e le tribù Akha

Muang Sing

Muang Sing

Collocata in una posizione drammaticamente scenografica, circondata da imponenti montagne le cui vette raggiungono i 2mila metri di altitudine, la cittadina di Muang Sing sorge in un’ampia valle in cui scorre il fiume Nam La. Non lontano dai confini settentrionali del paese. Il confine cinese e quello birmano li incontriamo pochi chilometri più a nord.

Se capitate da queste parti la ragione è una sola: iniziare un trekking nella foresta del Laos del Nord.

Ma c’è un altro viaggio al di là di quello naturalistico, che regala un contatto intimo con le tribù locali Tai Lue, Tai Neua, ma soprattutto Akha che abitano da millenni in questa impervia e spettacolare area geografica. Trovandosi al confine, come abbiamo detto, di tre diverse Nazioni il distretto di Muang Sing è stato da sempre culla di culture e tribù diverse che hanno fatto della cittadina, secolo dopo secolo, un importante centro di scambi.

La città si anima allora del suo vivace mercato tribale, cuore di un’attività che segna il passo delle stagioni e ricca di prodotti locali, dai tessili agli alimentari. Ci sono donne che allattano bambini, vecchi che fumano, motorini ovunque, frutti che stupiscono per i loro colori, gente che frigge, gente che ti sorride, galline che corrono e maiali pensosi che razzolano nel fango. Un paradiso per i fotografi, da far girare la testa!

Partiamo da qui per il nostro tour trekking nel Laos del Nord. Visitiamo i villaggi tribali addossati sulle colline non lontano da Muang Sing e facciamo una sosta al villaggio di Xieng Kok per conoscerne gli abitanti.

E qui ci rendiamo conto di quali siano i limiti della nostra cultura occidentale.

 

Luang Tham e villaggi tribali del Laos del Nord

Zaino in spalla perché qui si fa sul serio e iniziamo un trekking avventura nel Laos del Nord capace di regalare esperienze uniche a contato con le etnie locali, con una natura intatta e incontaminata. Spirito di adattamento, curiosità e tanta voglia di scoprire. Dalla cittadina di Luang Tham puntiamo verso il villaggio di Ban Nam Chang, abitato dall’etnia Lao Houay e accompagnati da una vegetazione lussureggiante e dallo spettacolo delle montagne che ci sovrastano, proseguiamo verso il villaggio di Ban Poong famoso per il whisky locale prodotto dal riso.

È sempre Luang Tham a essere il centro dei nostri spostamenti, perché qui torniamo e da qui partiamo alla scoperta del Laos più autentico.

Quello del villaggio Ban Jaluensouk abitato dall’etnia Khmu oppure le capanne che formano Ban Nalan Tai lungo le rive del fiume Ham. Non ci si sposta solo a piedi, ma seguendo le tradizioni antiche di un Paese che per millenni ha impiegato le vie d’acqua come strumenti privilegiati per gli spostamenti di merci e persone, saliamo a bordo delle long tail boat che attraversano rapide il Parco Nazionale di Ham. Sono proprio questi spostamenti a rendere un trekking nel Laos del Nord così suggestivo e unico nel suo genere.

Vale la pena ricordare che un trekking avventura di questo tipo prevede, a tutela delle economie locali, sistemazioni in home stay, affinché le popolazioni del posto possano beneficiare in maniera equa delle attività turistiche che si svolgono nella regione. È in questa misura che il turismo, un turismo etico e responsabile, può diventare un sostegno concreto alle minoranze etniche del Laos Nord e risultare così quanto meno impattante possibile sul territorio e le popolazioni che lo abitano.

 

Phonsavan (Xieng Khouang)  e la misteriosa Piana delle Giare

Piana delle Giare

Piana delle Giare

Per arrivare a Phonsavan, Xieng Khouang in laotiano, avete a disposizione due alternative.

  • Seguire la strada maledettamente scenografica che partendo da Luang Prabang raggiunge Phonsavan in otto ore circa. Il percorso si inerpica lungo le strade che costeggiano imponenti montagne avvolte dalla vegetazione tropicale che salgono fino ai mille metri di altitudine dove si trova la città.
  • Da Vientiane potete prendere l’aereo per l’aeroporto di Phonsavan. Le due città sono collegate da quattro voli settimanali: verificate comunque sempre con largo anticipo la disponibilità.

Chi arriva da queste parti non può non avere sentito parlare della misteriosa Piana delle Giare. Un sito archeologico avvolto nel mistero visto che gli studiosi non hanno trovato a tutt’oggi una spiegazione soddisfacente della funzione che dovevano avere le giare di varie dimensioni disseminate sul territorio attorno a Phonsavan.

I siti principali sono tre: Thong Hai Hin, Hai Hin Phu e Hai Hin Lat Khai.

Mappa 3D di Piana delle Giare

Mappa Piana delle giare – Phonsavan © In Asia Travel

Il paesaggio è davvero incredibile visto che il terreno in leggera pendenza è disseminato di questi enormi blocchi di arenaria scavati all’intero come se fossero giganteschi recipienti per il contenimento delle acque. Come se fossero, per l’appunto, visto che la loro originaria funzione è ancora dibattuta dagli archeologi. L’atmosfera è surreale e la quantità dei reperti presenti nella Piana delle Giare impressionante. Nel sito di Thong Hai Hin ne sono state rinvenute 331 e la più grande mai scoperta raggiunge il peso di 14 tonnellate.

All’interno di alcune di esse l’archeologa francese Madeleine Colani che per prima si occupò dello studio della Piana delle Giare, scoprì resti umani cremati con ossa e cenere.

La maggior parte di questi giganteschi “contenitori” sono fatti risalire a un periodo che va dal 550 a. C. all’800 d. C.

Una cosa importante da tenere presente. Come tour operator specializzato nel sud est Asia conosciamo alla perfezione il territorio di Phonsavan e per questo ci teniamo a sottolineare l’assoluta necessità di affidarsi a tour operator specializzati se volete organizzare la vostra visita nella regione di Phonsavan. Non avventuratevi da soli in quest’area visto che la provincia di  Xieng Khouang è stata soggetta a pesanti bombardamenti.

Per questa ragione i percorsi di trekking e le visite ai villaggi delle minoranze etniche Thai Dam e Phuan devono essere programmati con estrema cura. La prudenza in quest’area è fondamentale!

 

Tra grotte e cascate: la natura autentica del Laos del Nord

Van Vieng: grotte di Tham Chang e Tham Phoukham

La cittadina di Vang Vieng sorge lungo le rive del fiume Nam Song con al suo centro la vecchia spianata della pista di atterraggio dell’esercito americano. Oggi il luogo è diventato uno spazio in cui si muovono rapidi gli onnipresenti motorini, auto, bus nel continuo via vai che anima la pittoresca località situata a metà strada tra Vientiane, a sud e Luang Prabang a nord.

Se vi state chiedendo cosa vedere a Vang Vieng la risposta è semplice. Grotte.

Il territorio carsico con i suoi suggestivi paesaggi collinari è costellato da una miriade di cavità naturali. Ci sono grotte per tutti i gusti, un paradiso per gli speleologi e per quegli avventurosi che a bordo di bus o motorini a noleggio percorrono le strade, in gran parte sterrate, alla ricerca di luoghi magici in cui trascorrere qualche ora.

Una delle grotte più famose di Vang Vieng è senza dubbio quella di Tham Jang. Il termine jang significa sicuro, affidabile e fu infatti il luogo dove le antiche popolazioni che abitavano la zona trovarono rifugio dalle incursioni cinesi durante il XIX secolo. L’esplorazione è resa oggi sicura da un efficiente sistema di illuminazione che ci conduce tra stalattiti e stalagmiti alla camera superiore. Da qui lo sguardo si apre sul paesaggio sottostante offrendo una vista mozzafiato sul corso del fiume Nam Song.

Grotta Tham Jang

Grotta Tham Jang

Tra le altre cose da vedere a Van Vieng ricordiamo anche la grotta di Tham Phoukham, senza dubbio una delle più belle del Paese. Una piccola laguna si apre ai piedi della grotta, un bagno rinfrescante, magari dopo esserci lanciati dalle funi appese agli alberi che circondano lo specchio d’acqua. Affrontiamo allora la salita lungo i gradini che ci conducono all’entrata della caverna. E qui ci troviamo di fronte a un’immensa cavità naturale, luogo di culto, sacro e prezioso dove riposa una statua dorata del Buddha in pozione sdraiata. Vale la pena restare in silenzio e respirare la magica atmosfera di questo autentico gioiello naturale situato pochi chilometri a est di Van Vieng.

 

Luang Prabang: grotta di Pak Ou

Come abbiamo visto, un trekking nel Laos del Nord non esclude l’impiego di mezzi alternativi come le tipiche long tail boat che garantiscono, data l’orografia del Paese, spostamenti spesso più rapidi di quelli terrestri. Per arrivare alla grotta di Pak Ou ci allontaniamo dalle vie di Luang Prabang e scendiamo lungo le rive del Mekong. È da qui che inizia il nostro viaggio.

Risaliamo la corrente e raggiungiamo la grotta di Pak Ou situata 25 chilometri a nord dell’antica capitale. Le colline attorno sono tinte di un verde brillante, la natura è così intensamente viva che respiriamo odori inimmaginabili per i nostri nasi occidentali. Tutto questo ossigeno sembra dare alla testa, mentre l’imbarcazione rallenta e si accosta a un pontile di bambù, poco lontano dall’entrata della grotta di Pak Ou.

Statue Buddha - Pak Ou

Statue Buddha – Pak Ou

La grotta è un luogo sacro e le migliaia di immagini di Buddha custodite al suo interno  testimoniano l’antichità di un sito ancora oggi meta di pellegrinaggio per le popolazioni non solo locali, ma di tutto il Paese.

Vale la pena lungo il viaggio di ritorno concedersi una sosta al villaggio tribale di Ban Xang Hai, conosciuto per la produzione del Lao Lao, whisky locale a base di riso, oppure in quelli di Ban Xiengmene e Ban Chan che troviamo lungo le sponde del fiume.

 

Luang Prabang: cascate di Kuang Si

Questa volta seguiamo un suggestivo itinerario via terra per raggiungere le cascate di Kuang Si situate 30 chilometri a sud di Luang Prabang. Il colpo d’occhio è davvero impressionante. Kuang Si si sviluppa su tre livelli con un salto che supera nella sua parte più alta i cinquanta metri. La bellezza del luogo, unita alla possibilità di fare il bagno in alcune delle pozze d’acqua naturali dietro le cascate, ne fanno una meta da non perdere in un trekking nel Laos del nord. A questo si aggiunge la possibilità di entrare in contatto con le etnie locali del Laos. Lungo il percorso che porta alle cascate incontriamo infatti i villaggi delle minoranze Hmong e Khmu. Rispetto e spirito di adattamento sono come sempre la base per stabilire relazioni autentiche con il territorio e le persone che lo abitano.

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